Fattura elettronica forfettari 2026: obbligo, RF19, bollo ed esempio

Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria, in via generale, anche per i contribuenti in regime forfettario. In questa guida aggiornata al 2026 scopri come compilare correttamente la fattura con codice RF19, aliquota IVA 0%, natura N2.2, bollo da 2 euro, diciture e termini di invio allo SdI.

Fattura elettronica forfettari 2026: obbligo, RF19, bollo ed esempio

Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria, in via generale, anche per i contribuenti in regime forfettario, indipendentemente dall’ammontare dei ricavi o compensi. La fattura deve essere predisposta in formato XML e trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI): il solo PDF inviato al cliente è una copia di cortesia e non sostituisce l’invio allo SdI.

In questa guida aggiornata al 2026 vediamo come compilare una fattura elettronica per forfettari, distinguendo correttamente il codice RF19, l’aliquota IVA 0%, la natura N2.2, l’imposta di bollo, le diciture e i termini di emissione.

  Fattura forfettario: i dati da non confondere

RF19 è il codice del regime fiscale nel file XML; 0% è l’aliquota IVA; N2.2 è la natura normalmente utilizzata per le operazioni nazionali non soggette a IVA. Il 5% e il 15% sono invece aliquote dell’imposta sostitutiva sul reddito e non vanno inserite come IVA in fattura.

Obbligo di fattura elettronica per i forfettari: da quando?

Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica riguarda, in via generale, tutti i contribuenti forfettari. Non opera più il precedente esonero collegato al limite di ricavi o compensi.

La fattura deve essere generata in formato XML e inviata attraverso il Sistema di Interscambio. Se il file supera i controlli, lo SdI lo recapita al destinatario; se viene scartato, la fattura non si considera correttamente emessa e deve essere corretta e trasmessa nuovamente.

Il cliente può ricevere anche una copia PDF leggibile, ma il documento fiscalmente rilevante resta quello inviato allo SdI.

Regime forfettario 2026: come funziona in sintesi

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato destinato alle persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa, arte o professione e rispettano i requisiti previsti dalla legge.

  • Limite ordinario: ricavi o compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro.
  • Superamento di 85.000 euro senza oltrepassare 100.000 euro: uscita dal regime dall’anno successivo.
  • Superamento di 100.000 euro: fuoriuscita immediata dal regime a partire dal momento del superamento.
  • Imposta sostitutiva: 15% oppure 5% per i primi cinque periodi d’imposta, soltanto quando ricorrono i requisiti previsti per una nuova attività.
  • Reddito imponibile: determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività associato al codice ATECO.

Questa pagina è dedicata soprattutto alla fatturazione elettronica nel regime forfettario. L’accesso al regime, le cause di esclusione e il calcolo dell’imposta devono essere verificati in base alla situazione personale con il proprio consulente fiscale.

Come compilare una fattura elettronica nel regime forfettario

Il contribuente forfettario non addebita l’IVA sulle ordinarie operazioni che rientrano nel regime. Nel file XML bisogna però valorizzare correttamente campi distinti: regime fiscale, aliquota IVA, natura dell’operazione, eventuale bollo e diciture.

Dati principali della fattura elettronica forfettaria
Elemento Valore ordinario Significato
  Regime fiscale RF19 Codice del tracciato XML che identifica il regime forfettario previsto dalla Legge 190/2014.
  Aliquota IVA 0,00% Il forfettario non addebita l’IVA al cliente per le operazioni che rientrano nel regime.
  Natura IVA N2.2 Codice normalmente usato per le ordinarie operazioni nazionali non soggette a IVA del forfettario.
  Ritenuta d’acconto Di regola non applicata I compensi che rientrano nel regime forfettario non sono normalmente soggetti a ritenuta d’acconto.
  Imposta di bollo 2,00 euro, se dovuta Si indica nei DatiBollo quando la somma delle operazioni soggette a bollo supera 77,47 euro.
  Trasmissione Sistema di Interscambio Il file XML deve essere inviato allo SdI e superare i controlli previsti.
  Conservazione Digitale a norma Il semplice salvataggio del PDF non equivale alla conservazione digitale prevista per le fatture elettroniche.

RF19 non è il codice da indicare nel quadro RF

RF19 non identifica il regime forfettario nella dichiarazione dei redditi: è il valore del campo RegimeFiscale della fattura elettronica XML. La dichiarazione del contribuente forfettario viene invece compilata nel quadro previsto dal modello Redditi Persone Fisiche, in base alle istruzioni dell’anno interessato.

Non è quindi corretto parlare di “aliquota RF19” o di “calcolo RF19”. Il codice RF19, l’aliquota IVA 0% e la natura N2.2 svolgono funzioni differenti.

Quale dicitura inserire nella fattura del forfettario?

La fattura deve riportare il riferimento normativo che giustifica la mancata applicazione dell’IVA. Una formula comunemente utilizzata per le ordinarie operazioni nazionali è:

“Operazione senza applicazione dell’IVA, effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.”

Per i compensi professionali può essere aggiunta anche la dicitura relativa alla ritenuta d’acconto:

“Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.”

La formula può cambiare in presenza di operazioni estere, casse previdenziali o casi particolari. È quindi opportuno far verificare al commercialista la dicitura iniziale e salvarla poi come testo predefinito nel software.

Marca da bollo sulle fatture dei forfettari

Nelle fatture elettroniche l’imposta di bollo da 2 euro è generalmente dovuta quando la somma degli importi delle operazioni soggette a bollo supera 77,47 euro. Non è corretto affermare che ogni fattura superiore a questa soglia richieda automaticamente il bollo: occorre considerare la natura delle operazioni e le eventuali esclusioni.

Nel file XML si valorizza la sezione DatiBollo, indicando l’assolvimento virtuale. Non si applica una marca fisica sulla copia PDF.

Per la configurazione pratica consulta la guida sulla gestione delle spese di bollo nelle fatture.

Esempio di fattura elettronica nel regime forfettario

Supponiamo che un professionista emetta una fattura per un compenso di 1.000,00 euro, senza cassa previdenziale. Nell’esempio il bollo è dovuto e viene riaddebitato al cliente.

Voce Importo
  Compenso professionale 1.000,00 euro
  IVA 0% – Natura N2.2 0,00 euro
  Imposta di bollo riaddebitata 2,00 euro
  Totale da pagare 1.002,00 euro

La fattura riporterà inoltre il codice RF19, la dicitura relativa alla mancata applicazione dell’IVA e, se pertinente, quella relativa alla ritenuta d’acconto.

  Attenzione: contributo previdenziale, rivalsa, trattamento del bollo e altre voci dipendono dall’attività e dal caso concreto. L’esempio mostra soltanto una configurazione di base.

Entro quando deve essere inviata la fattura elettronica?

La fattura immediata deve essere trasmessa allo SdI entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione. Quando ricorrono le condizioni previste, la fattura differita può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo.

Dopo l’invio è importante controllare le notifiche dello SdI:

  • ricevuta di consegna: la fattura è stata recapitata;
  • mancata consegna: la fattura è valida ma non è stata recapitata al canale del cliente;
  • notifica di scarto: il file contiene errori e la fattura deve essere corretta e reinviata.

Per il procedimento operativo puoi leggere la guida su emissione e invio della fattura elettronica.

Fatture a privati, Pubblica Amministrazione, estero e prestazioni sanitarie

Fattura a un privato

La fattura elettronica viene comunque trasmessa allo SdI. Nel documento si indicano i dati anagrafici e il codice fiscale del cliente; può inoltre essere consegnata una copia di cortesia.

Fattura alla Pubblica Amministrazione

La fattura verso una PA richiede il codice univoco dell’ufficio destinatario e può richiedere ulteriori informazioni, come CIG, CUP o riferimenti all’ordine. Il regime forfettario non modifica questi obblighi documentali.

Fattura verso un cliente estero

Le operazioni con clienti esteri richiedono una verifica specifica della territorialità IVA e del corretto codice natura. Non bisogna applicare automaticamente N2.2 a ogni operazione intracomunitaria o internazionale.

Prestazioni sanitarie verso persone fisiche

Le prestazioni sanitarie rese ai consumatori finali sono escluse dalla fatturazione elettronica tramite SdI, anche quando il professionista opera in regime forfettario. Il documento deve essere emesso con le modalità previste per queste prestazioni.

Come impostare il regime forfettario in Software Semplice

In Software Semplice puoi configurare il regime fiscale, memorizzare le impostazioni utilizzate più spesso, gestire il bollo, creare il file XML, inviarlo allo SdI e controllare le relative notifiche.

Funzione A cosa serve Approfondimento
  RF19, IVA 0% e N2.2 Configurazione dei dati fiscali utilizzati nelle ordinarie fatture del forfettario. Apri la guida
  Gestione bollo Indicazione del bollo virtuale e gestione dell’eventuale addebito nel documento. Apri la guida
  Invio allo SdI Generazione, trasmissione e controllo dello stato della fattura elettronica. Apri la guida
  Conservazione digitale Organizzazione e conservazione delle fatture elettroniche secondo il servizio attivato. Scopri le funzioni

Per una panoramica commerciale delle funzioni, dei vantaggi e della prova gratuita consulta la pagina dedicata al software di fatturazione elettronica per forfettari.

 
 

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Errori frequenti nelle fatture dei forfettari

  •   Definire RF19 come aliquota o come codice della dichiarazione dei redditi.
  •   Inserire il 5% o il 15% nel campo IVA della fattura.
  •   Usare la parola “esente” senza distinguere esenzione e operazione non soggetta.
  •   Dimenticare la natura N2.2 nelle ordinarie operazioni nazionali del forfettario.
  •   Applicare automaticamente N2.2 anche alle operazioni estere.
  •   Applicare il bollo soltanto in base al totale della fattura, senza verificare la natura degli importi.
  •   Inviare esclusivamente il PDF al cliente senza trasmettere l’XML allo SdI.
  •   Non controllare e correggere una notifica di scarto.

Fonti ufficiali

  Contenuto aggiornato a luglio 2026. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del commercialista.

FAQ sulla fattura elettronica dei forfettari

Apri una domanda per leggere la risposta.

Dal 2024 tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica?

In via generale sì. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo è stato esteso ai contribuenti forfettari indipendentemente dall’ammontare dei ricavi o compensi. Restano specifiche esclusioni riferite a determinate operazioni.

Che cosa significa RF19?

RF19 è il codice del campo RegimeFiscale del file XML e identifica il regime forfettario. Non è un’aliquota IVA e non è il codice con cui il contribuente indica il regime nel quadro RF della dichiarazione.

Quale aliquota IVA deve indicare un forfettario?

Nelle ordinarie operazioni che rientrano nel regime l’aliquota IVA viene indicata allo 0%, perché il forfettario non addebita l’IVA al cliente. Deve essere valorizzata anche la natura dell’operazione.

Quale codice natura si usa nel regime forfettario?

Per le ordinarie operazioni nazionali non soggette a IVA si utilizza normalmente N2.2. Le operazioni estere o particolari possono richiedere una configurazione diversa.

Quando si applica il bollo da 2 euro?

Il bollo è generalmente dovuto quando la somma degli importi delle operazioni soggette a bollo supera 77,47 euro. Nella fattura elettronica si indica nei DatiBollo.

Il forfettario applica la ritenuta d’acconto?

Di regola no. I compensi che rientrano nel regime forfettario non sono normalmente assoggettati a ritenuta d’acconto ed è opportuno riportare la relativa dicitura.

Entro quanti giorni deve essere inviata la fattura?

La fattura immediata deve essere trasmessa allo SdI entro 12 giorni dalla data dell’operazione. La fattura differita, quando consentita, può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo.

Il PDF inviato al cliente è sufficiente?

No. Nei casi soggetti all’obbligo, la fattura deve essere trasmessa in formato XML attraverso lo SdI. Il PDF rappresenta soltanto una copia di cortesia.

Le prestazioni sanitarie a privati vanno inviate allo SdI?

No. Le prestazioni sanitarie rese ai consumatori finali sono escluse dalla fatturazione elettronica tramite SdI e devono essere documentate con le modalità previste per questi casi.

Software Semplice può gestire RF19, N2.2 e bollo?

S&igrave. Il programma consente di configurare i dati fiscali, creare la fattura elettronica, gestire il bollo, inviare il file allo SdI e controllare le relative notifiche. La configurazione fiscale iniziale deve essere coerente con l’attività svolta.